jóias de família

Nuestros tesoros son tesoros falsos.
Y somos los ladrones de tesoros.

Felipe Benítez Reyes

segunda-feira, fevereiro 27, 2006

 
lilicka! (in luogo di una lettera)

un fumo di tabacco ha divorato l' aria
la stanza e' un capitolo dell'inferno di krucennych.
ricordati
proprio a questa finestra per la prima volta
estasiato accarezzavo le tue mani.
eccoti oggi seduta
il cuore chiuso dentro una corazza.
ancora un giorno e poi mi scaccerai
magari anche imprecando alle mie spalle.
nella buia anticamera la mano nella manica
più non stenterà a entrare disfatta dal tremore.
correrò via e getterò il mio corpo sulla strada.
selvatico animale impazzirò
sotto una sferza di disperazione.
ma così non si deve
mia cara

mia diletta
meglio lasciarci ora.
non importa

il mio amore
e' un pesante macigno
che incombe su di te
ovunque tu possa fuggirmi.
lascia in un grido estremo che si sfoghi
l'amarezza dei lamenti e del rancore.
quando anche un bue è disfatto di fatica
lui pure andrà a gettarsi
in fredde acque in cerca di ristoro.
ma altro mare non c'è per me
tranne il tuo amore
né tregua c'è in amore anche nel pianto.
se un elefante stanco vorrà pace
si stenderà maestoso sull' infuocata sabbia.
ma altro sole non c'è per me
tranne il tuo amore
benché io non so tu dove o con chi sei.
se così se ne fosse tormentato
dell' amore un poeta
in soldi e gloria l'avrebbe mutato
ma altro suono non c'è
che mi dia gioia
tranne che il suono del tuo nome beato.
e non mi getterò giù nella tromba delle scale
e non berrò il veleno
né premerò il grilletto dell'arma sulla tempia.
e non c'è lama di coltello che abbia su me potere
tranne che sia la lama del tuo sguardo.
tu scorderai domani che io t'incoronavo
che d'un ardente amore l'anima ti bruciavo
e un carnevale effimero di frenetici giorni
disperderà le pagine dei miei piccoli libri
le secche foglie delle mie parole
potranno mai indurre uno a sostare
a respirare con avidità?
almeno lascia che un'estrema tenerezza
copra l'allontanarsi dei tuoi passi.
26 May 1916, Petrograd
V. V. Mayakovsky 1891-1937


assim mesmo, em italiano, tal como o ouvi pela primeira vez e como para sempre será para mim este poema.

Embora muitas vezes se coloque a questão entre a tradução e a versão, enquanto problema do tradutor (e/ou do autor), essa questão raramente se coloca na perspectiva do leitor, na sua liberdade de escolher a forma para o poema, entre o original e as variações que se lhe podem apresentar.

No meu entender ambos (tradutor e leitor) jogam perante o poema, um papel do qual o autor está já excluído.
(talvez devesse desenvolver este assunto...)

Entretanto, to whom it may concern, um site com uma antologia extensa da poesia russa, (bilingue - russo e inglês), desde o séc. XVIII, Mikhailo Vasilevich Lomonosov, (1711-1765) até hoje, Ilya Kutik, (1960- ), onde muitos dos poemas podem ser ouvidos, lidos pelos próprios, aqui

e um destaque para o blogue do Filipe Guerra, nefriakai


.RMR


Comments:
Gostei muito do site de poesia russa. Uma excelente referência!

Também concordo contigo no jogo que há entre leitor, tradutor e texto. A meu ver, o autor e, depois o tradutor, são progressivamente rasurados e, no fim, apenas a leitura fica.

Acho que continua a ser um bom assunto a desenvolver!
 
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